la nostra storia

Attraverso questo post sono stata contattata da un nipote di uno dei sopravvissuti

POST DEL 15 MAGGIO DEL 2008

Sono rimasta colpita dalla storia raccontata da un mio cliente di 82 anni, scampato alla morte durante la 2° guerra mondiale. Il cacciatorpediniere Castore,su cui navigava da 18 mesi è affondato subito dopo il suo sbarco, . Se vi interessa la storia e le foto del relitto……………

www.relitti.it/relitti/generale/relitto.asp?IDRelitto=136&relitto=CASTORE

http://digilander.libero.it/carandin/castore.htm


 

… affinché il sacrificio di tante giovani e promettenti vite non sia dimenticato …

 

 

LETTERA INVIATA DAL NIPOTE

Porto Potenza Picena li 17.03.2009

 

Gent.ma Pippolulu,

 

mi scuso per il ritardo, ma siccome sono tornato da una bella vacanza in Messico, solo ora inizio a scrivere per sommi capi la storia straordinaria di mio zio Igino Sampaolo, mi scuso anche per i numerosi errori d’ortografia e di altro genere che troverai, l’importante che tu riesca a capire, eventualmente puoi sempre scrivermi e chiedere tutte le spiegazioni che vuoi.

 

Sampaolo Igino nasce nel febbraio del 1922 a Potenza Picena, in un paesino a sud di Ancona, che confina con i comuni di Loreto (la Santa casa della Madonna) e Recanati (che diede i natali a Giacomo Leopardi); due anni dopo lo scoppio del secondo conflitto mondiale, mio zio venne chiamato alle armi, era nel marzo del 1942, dopo una breve preparazione fatta in fretta e in furia al porto militare di Venezia, venne imbarcato sul Cacciatorpediniere CASTORE (C/T come la chiama lui), con il grado di cannoniere; il compito del C/T era quello di scortare navi cariche di viveri e munizioni in africa, dove l’esercito italo/tedesco combatteva contro gli inglesi per la conquista del territorio africano.

La C/T ha partecipato a numerose missioni, e aspre battaglie contro la marineria e l’aviazione inglese, su tutte spiccano la famosa battaglia nella baia di Tobruch 13 settembre 1942, e la battaglia in acque greche ad Heraklion dove fu ferito ad una gamba, anche li ci furono morti e feriti, e la C/T venne danneggiata. Mio zio, quando non c’erano combattimenti, prestava servizio come cameriere nel quadrato Ufficiali, quindi era esonerato dai servizi vari, e furono proprio quei servizi che innescarono una serie di eventi per cui mio zio non si trovava sul Cacciatorpediniere la notte dell’affondamento.

 

1) Lunedì 31 Maggio 1943; un graduato vedendo lo zio leggere e oziare, gli ordina (per il giorno dopo) di spazzare tutto il ponte della nave.

 

2) Martedì 1 Giugno 1943, era un caldo pomeriggio, la C/T è attraccata al porto di Taranto in attesa dell’ordine di partenza, mio zio spazzava il ponte e nota che l’ufficiale medico sta passeggiando nervosamente, poi gli si avvicina e gli domanda da dove viene e se al suo paese c’erano bombardamenti, lo zio gli risponde che dalle lettere che riceveva da casa la situazione era tranquilla, allora il Dottore (molto preoccupato perché in calabria aveva una moglie e un bambino piccolino) gli chiede se può trovagli una casa dalle sue parti, lo zio gli dice se può andare a casa si impegnava a trovare una casa per la moglie e il bambino. In tutta fretta il dottore si reca dal comandante Fasan per ottenere la licenza al marinaio Sampaolo, ma il comandante dice di no perché la nave era sotto organico per le perdite avute nelle ultime missioni. Nel frattempo arriva l’ordine di partenza del C/T per la scorta di un convoglio in sicilia, allora l’ufficiale medico ritorna dal comandante Fasan e lo implora e lo prega di firmare la licenza dello zio, perché voleva salvare la sua famiglia che era sotto i bombardamenti; il comandante che era stato sempre irremovibile, all’improvviso ed a malincuore firma la licenza; il dottore corre subito dallo zio gli consegna la licenza e gli dice di cambiarsi subito e scendere dalla nave perché stavano per lasciare il porto, in pochi minuti lo zio si prepara e scende mentre i marinai stavano per tirare la scaletta a bordo.

 

3) Martedì 1 Giugno 1943 ore 18.00 lo zio si avvia verso la stazione ferroviaria di Taranto, ma il ponte girevole è chiuso (è un ponte che collega la Taranto vecchia con la Taranto nuova) per permettere il passaggio del C/T dal porto di Taranto al Mar Ionio, mentre il Castore sfila sotto i suoi occhi, un marinaio grida; < beato tu Sampaolo che vai in licenza> nessuno seppe mai chi fosse quel marinaio e se si salvò.

 

4) Martedì 2 Giugno 1943 ore 1.45, (esattamente sei ore e mezzo dopo che lo zio era sceso dalla nave) nei pressi di Capospartivento ll C/T viene attaccato da due cacciatorpediniere nemiche e affondato; il resto è storia, furono pochi i superstiti, e due di questi, il marinaio Pelagalli e il marinaio Furlani, quella notte nuotarono fino alla spiaggia dove giunsero stremati e svenuti, ora sono sempre in contatto con lo zio.

 

Dopo qualche giorno mentre era nella sua abitazione, allo zio arriva la triste notizia dell’affondamento, pianse amaramente la perdita di quasi tutti i suoi commilitoni; finita la licenza ritornò a Taranto, dopo varie tentativi per evitare l’imbarco con altri navi, venne destinato all’isola D’elba come marinaio di difesa costiera, ma il famoso 8 settembre 1943 era li vicino, il comando Italiano diede l’ordine di combattere contro i tedeschi (prima alleati), verso il 22 settembre tutta l’isola fu conquistata dai tedeschi, tutti i marinai furono fatti prigionieri, caricati su dei treni merci, (carri per il trasporto del bestiame), e deportati in Germania in un campo di concentramento, poi ai campi di decimazione (ogni dieci militari uno veniva fucilato) lo zio è il numero nove, ancora una volta il destino lo salva, ma saranno anni durissimi, fino alla liberazione del 1945, verrà utilizzato nelle fonderie tedesche a lavori durissimi e disumani, con solo acqua e un po’ di brodo di rape, quando viene liberato le ossa sono sostenute solo dalla pelle, perderà più di 40kg, cose da brividi, ma salva la pelle.

Oggi quando racconta le vicende gli si bagnano gli occhi, e ripete in continuazione “nessuno può mai immaginare quello che io ho passato”.

 

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Cara Pippolulu, io ti ho scritto solo una piccola parte di tutto quello che mi ha raccontato lo zio, (certe testimonianze non devono andare perdute) ma da queste poche righe puoi immaginare quello che hanno passato i nostri genitori, zii, nonni, e mi auguro che sia d’insegnamento per tutti quei giovani i quali insoddisfatti della vita di oggi, cercano emozioni nella velocità sfrenata, nell’alcool e nella droga.

 

Un abbraccio

Giovanni

 

 

 

 

 

la nostra storiaultima modifica: 2009-04-01T12:17:18+00:00da pippolulu
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20 pensieri su “la nostra storia

  1. azz,
    porto potenza picena…a 20 minuti da dove sono io e dove abitava mia madre!!!

    ho letto la storia e ho risentito nella mia mente le parole di cui i racconti di mia madre sono pieni.

    destino o casualità, due facce della stessa medaglia in mezzo a tanta sofferenza

    ciao, tutto ok?

  2. Ciao,
    come nu se sente? Non arriva il segnale o è la connessione che è ballerina?

    Ma sai già quando ci sarà l’intervento?

  3. hai ragione ma qua se i cantanti italiani escono con il contagocce, non è che mi possa mettere a cantare io…

    tra poco i successi di sanremo puzzeranno come pesce andato a male 🙂 e se non arriva un po’ di ricambio sai che paxxe….

  4. che storia commovente….il sacrificio umano è la più grande fiducia nel mondo che possa esistere….
    ciao pippolulina…grazie per il post.
    buona domenica

  5. La tragedia che ha colpito la terra d’Abruzzo rivela quanto sia precaria la nostra vita. L’uomo è rimarrà sempre un povero perché la sua vita è tanto fragile e precaria. Ho pensato di trasmettere sulla Traccia una meditazione inedita di Madre Teresa di Calcutta letta dalla Masina. Si intitola proprio i poveri. Uniti nella preghiera agli amici colpiti da questa immane tragedia vediamo in essi il volto di Gesù e cerchiamo, quando sarà il momento, di non far mancare loro il nostro sostegno morale. Vi aspetto domani sulla Traccia.

    Vostro don luciano

  6. stavo giusto pensando a te 🙂
    Tutto bene ma la terra ballerina continua a far paura anche perché qui le scosse si avvertono fortissime. Che devastazione, quanta disperazione. Ce l’ho dentro anche se cerco di non darlo a sentire.
    Tu, novità?

  7. Il racconto è molto commovente!
    E’ gente che ha tanto sofferto sia la fame che tutti i valori che un uomo possa avere.
    Ti auguro una buona Pasqua e che sia di serenità.
    Un abbraccio, mieleinfuo

  8. il significato della parola vacanza, mi sfugge. Forse l’avrò rimosso 🙂

    beh certo il lunedì di pasqua non ci sto di certo.

    buona pasqua allora, a martedì.

    un abbraccio

  9. Tanti dolci auguri, a te che sei qui, in questo
    Cyber- mondo che può far parte di una fantasia
    Reale e di una realtà fantasiosa … non perdere mai
    La tua fantasia e non mollare mai la realtà,
    perché ci tengono in vita entrambe.
    Buona Pasqua.

  10. Ho mamma mia come e piccola la scrittura lo hai fatto apposta eheheheh bhè sono passato per augurarti una dolce pasqua da dolcenapoli :-))))))))))

  11. Oggi la storia è stata scaraventata in un attimo
    dentro la luce del senso
    là dove la vita non muore più
    e la poesia intrattiene gli invitati
    con la sinfonia in do +…
    A quanti ho conosciuto lungo il mio cammino
    e a tutti coloro che senza bussare entrano nel mia casa
    l’augurio di vivere l’esperienza della Pasqua!

  12. finalmente un altro post dopo tanto tempo … bentornata !!!! comunque non so se il tipo della Codacons avrà davvero l’ok per procedere con la querela … credi che rischierebbero di andare in tv e sui giornali con questa storia ??? a volte conviene stare zitti per continuare a prendere contributi milionari ogni anno dallo stato e ANCHE il 5 per mille dei VOLONTARI sulle dichiarazione dei redditi … ciao carissima …

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