UNA GRANDE RIVINCITA

Cemento “verde” dall’azienda tolta ai boss
L´allarme: “In vita solo 40 ditte confiscate su 900”
di Alessandra Ziniti
TRAPANI «È la prima volta che vengo qui». Andrea Tarondo è un giovane magistrato della Procura di Trapani. La storia della Calcestruzzi Ericina la conosce bene, per averla appresa dalle carte giudiziarie e dalla voce dei mafiosi che faceva intercettare. Ma nello stabilimento della zona industriale di Trapani, nell´ex azienda del boss Francesco Virga, non aveva mai messo piede.

Lo ha fatto per la prima volta ieri quando lo Stato, dopo il taglio del nastro della nuova Calcestruzzi Ericina Libera, è entrato per la prima volta in quell´impianto di calcestruzzi di cui la mafia trapanese voleva a tutti i costi riappropriarsi anche dopo la confisca.
Anche ieri c´era chi stava a guardare a distanza la piccola folla di rappresentanti dello Stato, ma soprattutto i nuovi “padroni” della Calcestruzzi, gli ex dipendenti riunitisi in cooperativa sotto la bandiera di Libera di don Luigi Ciotti, presente all´inaugurazione: «Ora non è più cosa loro, ma cosa nostra». Ma guardandosi intorno qualche brutta faccia, il magistrato l´ha subito notata: «Incredibile, sono ancora qua», diceva mentre la bandiera tricolore volava giù dall´insegna della fabbrica e si scopriva anche una statua dedicata all´ex prefetto Fulvio Sodano, la cui battaglia a sostegno della Calcestruzzi gli costò la rimozione dall´incarico e una grave malattia, ormai degenerata al punto da impedirgli la presenza.

A lui va però la riconoscenza dei lavoratori della Calcestruzzi e della parte sana dell´imprenditoria trapanese con queste parole incise su marmo: «In questo luogo lo Stato, rappresentato da un uomo solo, si affermò».
Adesso dai rinnovati silos verdi dell´azienda che fu di Vincenzo Virga verrà fuori cemento “verde”, prodotto con il riciclo di inerti e di rifiuti secondo un progetto estremamente all´avanguardia che non ha eguali nel Mezzogiorno d´Italia e che consentirà alla Calcestruzzi di guadagnarsi una fetta di mercato e di sopravvivere. Obiettivo non da poco visto che – come ha sottolineato don Ciotti – negli ultimi dieci anni, su 900 aziende confiscate alla mafia, solo 40 sono sopravvissute. Le altre sono tutte fallite sotto i colpi della mancanza di fondi, di intoppi burocratici e di ipoteche delle banche. «La prima mafia da combattere è quella delle parole – ha detto ancora don Ciotti, solo i fatti che contano. Dite al vostro sindaco di mettere sui cartelli della città non “Trapani, città del sale e della vela” ma “città del calcestruzzo della legalità”.

Peccato che in Italia ci siano 1.700 beni confiscati gravati da ipoteche bancarie, beni ai quali non si può avere accesso e che vanno in deperimento, che vanno all´asta, che si ricomprano i mafiosi».
A rendere possibile il “miracolo” Calcestruzzi la disponibilità senza precedenti della Unipol, che ha concesso un mutuo ventennale da 700 mila euro senza garanzie, e un escamotage studiato dall´amministratore giudiziario Luigi Miserendino per ovviare alla legge che non consente allo Stato di finanziare le aziende confiscate. Per avere accesso ai fondi del Por, infatti, la nuova Calcestruzzi doveva provvedere a un aumento di capitale che con le sole forze dell´azienda era impossibile.

Così si è studiato di inserire nella compagine societaria un´altra azienda in amministrazione giudiziaria, la Immobiliare Strasburgo di Palermo confiscata al costruttore Vincenzo Piazza. Una strada che potrebbe in futuro salvare molte altre aziende confiscate.
Aveva le lacrime agli occhi Giacomo Messina, il presidente della cooperativa alla quale adesso toccherà far camminare l´impresa con le sue gambe: «Grazie per non averci lasciati soli. Ogni qualvolta il cancello della Calcestruzzi aprirà i battenti, verrà idealmente piantato un fiore in memoria di tutte le vittime della mafia. Il profumo dei fiori coprirà il puzzo di tutto il malaffare che è passato da qui».

UNA GRANDE RIVINCITAultima modifica: 2009-02-16T07:40:49+00:00da pippolulu
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17 pensieri su “UNA GRANDE RIVINCITA

  1. weeeeeeeeeeeeee ciao pippoo essi quelli non essendo per nulla sciocchi sanno benissimo come fare per “rottamare” i beni loro confiscati

  2. buongiorno,
    bel post oggi. Tema importante. Il riciclaggio dei soldi, la pulitura dei profitti è da sempre una delle attività preferite dalla mafia, così come l’occupazione di industrie strategiche per il raggiungimento dei loro loschi affari. Io credo che in presenza di elementi inconfutabili, i beni, anche se gravati da ipoteche, debbano essere requisiti dallo stato e subito messi a disposizione delle associazioni che si occupano del recupero. Le banche o chi mette l’ipoteca dovrebbero informarsi prima sui soggetti interessati, tramite il cerificato antimafia.

  3. Speriamo che i siciliani emigrati non esistano più … essere costretti a lasciare la propria terra ma voler rimanere è la cosa più tragica per tutti specie se ci si vede costretti a farlo per motivi nascosti e inspiegabili apparentemente … felice ritorno …

  4. eh sì c’erano dei problemi e alcuni sono rimasti. Qua stanotte ha fatto una bella nevicata, stamattina per arrivare al lavoro, coda infinita e lenta lenta. Temperature rigidissime…

    Come stai?

  5. macché, ne ho visto un pezzo mentre lavavo i piatti, poi un altro mentre ero in dormiveglia…alla fine, nel momento di Masini, ho avuto un moto di orgoglio e me ne sono andato al Pc…

    e basta con Sanremo, Grande Fratello etc.

    li facessero a costo zero e amen no?

  6. non posso scrivere i dettagli … la gente è uguale ma … da noi è più uguale … nel senso che la conosciamo … altrove sono tutti misteriosi se non ci sei nato … ciao cara … smack

  7. insomma megghiu u tintu canusciutu chi u bonu a canusciri … detto questo i posti sono tutti uguali … mare e sole a parte ahahahahhah ciaooooooooooooooooooo smack

  8. Un tema che scotta
    che brucia…
    ma non a chi ci è abituato a questi sporchi giochetti…
    ma lo stato arriverà mai a fare una bella pulita?
    Un saluto in musica… quella della matita del web.

  9. Sono felice ogni volta lo stato
    vince sulla mafia, sono certo
    che la nostra Sicilia sarà libera
    e del tutto legale.

    Buon fine settimana da pulvigiu.

  10. CIAOOOO

    anche io sono tra quelli che non lo ha visto, più che altro per mancanza di tempo. Comunque in giro ho sentito diverse persone che lo hanno seguito e tutti sono rimasti favorevolmente colpiti dall’organizzazione di questa edizione. Certo lo spreco è tanto e le chiacchiere inutili sono pari alla pochezza di certi dibattiti.

    Comunque il degrado della nostra società non credo si possa risolvere cancellando il Festival. Se importiamo in continuazione immigrazione di gente che ha valori per la vita prossimi allo zero (non parlo dei disperati delle carrette), poi non ci dobbiamo aspettare di fare passi avanti nel quieto vivere.

    Buon lunedì

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